ancora sul numero chiuso a medicina e il colore del cavallo di garibaldi

Allora le università, buon segno, hanno bollato come “stronzata” la genialata della giannini.

Sul web è un fiorire di polemiche fra chi auspica l’uso dei test a lettura ottica per limitare l’accesso alla facoltà di medicina e chi invece propone altri sistemi, sistemi cui è molto più facile barare senza che nessuno lo venga a sapere.

Uno degli “uomini di paglia” più gettonati è che:  “(…) o al meglio quello che va a medicina pechè ha risposto esattamente alla domanda sulla capitale del burundi, magari tirando a indovinare, è proprio una bella selezione”

peccato che il decreto ministeriale di indizione della selezione del 2014  (Decreto Ministeriale (MIUR) 5 febbraio 2014 n. 85 GU 7 marzo 2014 n. 55) all’articolo 2 comma 3 stabilisca che

La prova di ammissione consiste nella soluzione di sessanta quesiti che presentano cinque opzioni di risposta, tra cui il candidato ne deve individuare una soltanto, scartando le conclusioni errate, arbitrarie o meno probabili, su argomenti di: cultura generale e ragionamento logico; biologia; chimica; fisica e matematica. Sulla base dei programmi di cui all’allegato A, che costituisce parte integrante del presente decreto, vengono predisposti: quattro (4) quesiti per l’argomento di cultura generale, ventitré (23) di ragionamento logico, quindici (15) di biologia, dieci (10) di chimica e otto (8) di Fisica e Matematica.

Per passare al test, facendo i calcoli, sarebbe stato sufficiente rispondere correttamente a 31 domande su 60 e anche se si sbagliavano 29 domande si sarebbe arrivati in posizione utile per l’accesso; per entrare servivano 34,20 punti, con 31 corrette e 29 errate si sarebbero totalizzati 34,9 punti. Si sarebbe entrati benissimo anche se si sbagliavano tutte e quattro le domande di cultura generale. Chi non è passato non è un ragazzo capace che non conosceva il colore del cavallo di garibaldi ma uno che oltre ad ignorare il colore di quel cavallo ignorava anche qualcosa di chimica, matematica, fisica ed aveva difficoltà in logica…

Parliamo anche dell’altra fallacia del “provare ad indovinare”, fallacia che dimostra la scarsa conoscenza del calcolo delle probabilità: se pierino tira ad indovinare, se il calcolo delle probabilità non è una cavolata ha la possibilità del 20%  (1 su 5) di azzeccare la risposta giusta prendendo 1,5 punti (la risposta esatta valeva 1,5) e dell’80% di beccare quella errata perdendo 0,4 punti.

Il punteggio medio atteso che otterrà rispondendo a caso ad una domanda è 1,5*(1/5)+(-0,4)*(4/5)= 0,3- 0,32=-0,02. Per sessanta domande il valor medio atteso di un risponditore a caso è di -1,2… un punteggio che certamente ti catapulta in cima alle graduatorie…

L’ultima fallacia è che è assurdo selezionare i medici con dei test a crocette. Vero, peccato che i test selezionino gli aspirati medici, poi ci saranno gli esami universitari a selezionarli. I test selezionano fra i candidati gli studenti che hanno le migliori conoscenze che quindi molto probabilmente saranno i  più capaci di seguire con profitto le lezioni. Chi sarebbe meglio mandare a studiare medicina, uno che capisce quando il docente parla di acidi e basi o di percentuali o qualcuno che chiede al docente come mai 50% = 1/2 o come si calcola il 15% di 23,6 ?

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