invalsi

Una delle prove della china discendente che sta purtroppo, prendendo la scuola si ha nel periodo delle prove invalsi; è tutto un fiorire di patetiche scuse che tentano di dimostrare, nell’ordine:

  • l’inutilità delle prove invalsi
  • la loro nocività in quanto causano stress agli studenti
  • la loro illogicità
  • che discriminino fra scuola e scuola e fra studente e studente.

prendiamo ad esempio alcune dichiarazioni degli studenti riguardo alla protesta contro i test invalsi:

fonte: http://www.ansa.it/sito/notizie/speciali/tempo_di_esami/2014/05/13/oggi-test-invalsi-alle-superiori-monta-la-protesta_13d6abdb-599d-4c47-b5c0-5c0bb933723e.html

Studenti con la bocca coperta da un panno bianco e con sopra stampata una X, manifesti con la scritta “Valutati, non schedati!”, e ancora flash mob, proteste pacifiche, anche davanti al ministero dell’Istruzione, test lasciati in bianco o banchi di scuola abbandonati. Stamane è andata in scena, in molte scuole d’Italia, sparse a macchia di leopardo, il boicottaggio e la protesta dei tanti che non condividono i test Invalsi. Oggi con i quiz preparati dall’Istituto di valutazione, si sono infatti cimentati i ragazzi di seconda superiore ma, come previsto da giorni, la protesta non si è fatta attendere.

“Abbiamo deciso di disobbedire, di rifiutarci di sottoporci ad un meccanismo di valutazione escludente e ingiusto che mira a rendere la scuola pubblica sempre più a servizio delle logiche manageriali. Valutare non può significare schedare, mettere in classifica, favorire la competizione tra scuole e studenti, (nooo che dici, non valutiamo nessuno ma poi non offenderti se ci resti perché un incompetente collega i fili elettrici di casa in maniera creativa) indirizzare e svilire la didattica rendendola un semplice bagaglio di nozioni da digerire per affrontare i test – afferma Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti – siamo l’unico Paese in Europa che somministra agli studenti in maniera censuaria e non campionaria dei test assolutamente inutili, che non tengono conto delle condizioni sociali ed economiche degli studenti (e il questionario da compilare sulle condizioni socioeconomiche della famiglia contro il quale vi siete scagliati con alti strali per la violazione della privacy?) e che aprono pericolosamente le porte a dei criteri premiali per le scuole che eccellono (giusto, premiare chi eccelle è osceno, diamo un segnale forte: assegniamo lo scudetto di quest’anno al livorno, la coppa italia alla juve stabia e diamo a wannona il nobel per la medicina). A fronte di tutto ciò riteniamo veramente inaccettabile che si spendano 16 milioni di euro per finanziare questo strumento di valutazione dannoso e inutile (soprattutto perché rivela che molti bravissimissimi in realtà sono ignoranti graziati da valutazioni così piene di gas da poterci far marciare una flotta di dirigibili)”.

“Da anni – prosegue Lampis, coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti – si levano delle voci critiche in merito ai test, ma i governi non sembrano propensi ad ascoltare chi vive ogni giorno le scuole. Nel nuovo Def 2014 si inseriscono i test Invalsi alla base della revisione dei nuovi contratti per gli insegnanti e per i sistemi di reclutamento di dicenti e dirigenti scolastici. Il 4 maggio inoltre la presidente dell’Invalsi ha sollecitato gli insegnati a somministrare i test, convincendoli della bontà di questo strumento”.

“Oggi boicottiamo i test – ha aggiunto – perché pensiamo che sia giunto il momento di bloccare questa riforma strisciante della didattica e della valutazione. L’idea che si possa produrre un’istantanea della scuola pubblica senza tener conto delle specificità di ogni contesto e della processualità della valutazione non è solo deleteria ed errata, ma tende ad appiattire verso il basso la didattica, svilendo anche il lavoro dei professori. I test ci riducono a numeri e foraggiano l’idea dello studente come soggetto passivo, pieno di nozioni e incapace di pensare criticamente. (ma li hai letti i test? leggi un brano di capucetto rosso e deduci che la protagonista era una comunista fuoriuscita dai verdi romanisti?) Il Governo continua a procedere in maniera antidemocratica sul tema. Crediamo che si debba bloccare il nuovo Sistema nazionale di valutazione, congelare l’ipotesi di estensione dei test Invalsi all’ultimo anno delle superiori  (ta daaan… i sofficini, con un test unico nazionale con griglia di correzione unica nazionale vedi come calano i 100 elargiti agli allievi di regalonio generosi detto il largamanica)e aprire un ampia discussione nelle scuole del Paese. Siamo stanchi dei processi calati dall’alto, soprattutto se imposti nelle scuole che dovrebbero essere palestre di partecipazione e democrazia (la scuola non è democratica, da una parte i docenti e dall’altra i discenti. Non siete nello stesso piano, benvenuto nel mondo reale). Siamo stanchi di veder spesi milioni su uno strumento inutile e dannoso quando non si rifinanziano le scuole e le università”.
(…)
“La valutazione dell’Invalsi è assolutamente positiva vanno apportate delle correzioni in base al tipo di classe o al corso di studio ma guai a buttare l’acqua con tutto il bambino. Essere contrari a questo tipo di valutazione equivale a prendersela con il termometro quando segna la febbre” vero, spiega Mario Rusconi, vicepresidente dell’Associazione nazionale dei presidi, in un’intervista rilasciata al sito specialistico Skuola.net. Rusconi aggiunge che nel Regno Unito i test sugli standard di performance esistono dal ’62. “Inoltre va considerato che ormai le prove oggettive esistono in tutti i settori, anche per i carabinieri. Perché la scuola non dovrebbe sottoporsi? I docenti dovrebbero prendere spunto dai risultati dei test per sanare eventuali lacune sui programmi trattati. Considerando l’Invalsi come una spia di rilevamento”. E sempre secondo una rilevazione di Skuola.net, ben 7 ragazzi su 10 riferiscono che i docenti in classe hanno annunciato di voler utilizzare le prove Invalsi come veri e propri compiti in classe. E tre studenti su cinque dichiarano a Skuola.net di essersi concentrati sui libri appositamente per il test Invalsi.questo lo vorrei sapere, come è possibile, in matematica, studiare per i test invalsi trascurando la materia?

Conclusione: le solite storie all’italiana dove ci si vuole continuare ad illudersi di essere tutti uguali, tutti bravi e tutti belli. E che i wannabe sindacalisti che si fanno le ossa come sindacalisti degli studenti hanno capito perfettamente l’andazzo: condire di parole altisonanti come democrazia o qualità dell’istruzione il capriccio: “io  sono il più bravissimo e chi dice il contrario sbaglia” anche se alla lunga questo comportamento danneggia chi apparentemente sembra voler aiutare. Come ha detto rusconi:

Inoltre va considerato che ormai le prove oggettive esistono in tutti i settori, anche per i carabinieri.

oltre che per l’accesso alle facoltà a numero chiuso, chi non riesce ad affrontarle, vuoi per scarsa dimestichezza, vuoi per paurose lacune nella preparazione scolastica si avvierà a diventare, salvo qualche eccezione, un brillante ” salad cleaner” (lavainsalata) o un esperto “customers’ contact operator” (operatore di call center)…

Eviti i test adesso ma domani ti capiteranno fra capo e collo e se non li affronti adesso e ti rendi conto dei buchi nella tua preparazione domani quei buchi ti faranno affogare…

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5 pensieri su “invalsi

  1. Ma tu guarda che stavo scrivendo occhiocroce le stesse cose commentando altra fonte! La farlocchitudine è purtroppo per noi estremamente diffusa. Con insegnanti del genere non abbiamo bisogno di cercare altrove motivi per il pessimo andamento di tutto il paese!

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    • solo una precisazione: l’autore non era un insegnante ma uno studente a capo di uno dei tanti sindacati studenteschi. Purtroppo uno dei problemi della scuola è il patto scellerato fra docenti fancazzisti che per quieto vivere regalano voti e studenti fancazzisti che in cambio di un pezzo di carta a sbattimento zero protestano per difendere lo status quo e non per avere una reale scuola di qualità. Ecco spiegate le lotte contro i “termometri” che costringono ad ammettere di avere la febbre.
      Sfortunatamente per loro il pagare incompetenti per persone competentissime è oramai insostenibile, e i trombati delle selezioni “serie” come il concorsone o i test di ammissione all’università sono lì a dimostrarlo.

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