sull’equità della selezione a medicina

In un commento ad un dibattito sul numero chiuso nella facoltà di medicina ho letto il link a questo vecchio articolo

http://www.corriere.it/salute/11_gennaio_11/zangrillo-figlio-test-medicina-oksalute_1fca9242-1d6a-11e0-8ba9-00144f02aabc.shtml

Alberto Zangrillo: «Mio figlio
bocciato a quei test iniqui di medicina»
Il medico personale di Berlusconi si confessa nel mensile in edicola: «Questi quiz d’ingresso non servono a stabilire se i ragazzi hanno attitudine a diventare bravi dottori»

(…)L’ho provato sulla mia pelle tre anni fa, quando il mio primogenito non è riuscito a sostenere con esito positivo gli ormai famigerati test d’ingresso per la facoltà di Medicina. Più o meno 100 domande in 100 minuti: un quiz che comprende quesiti di diverse discipline, dai classici all’attualità, cui rispondere peraltro in condizioni di grande stress. Mio figlio voleva seguire le mie orme. Negli ultimi tre anni di liceo era nata in lui una passione fortissima per la professione medica.(…)

Lo guardavo, un po’ allibito, studiare tomi, allenarsi sui fac-simile dei test, esercitarsi con le prove degli anni passati. Per quanto mi riguarda, gli avevo consigliato di prepararsi anche in inglese. La frustrazione di non passare quelle prove fu grande per mio figlio. Ma al di là di questa vicenda, che mi ha coinvolto personalmente come genitore, trovo, dal mio punto di vista di medico e professore universitario, che le modalità che regolano l’accesso alle facoltà di medicina siano deludenti e inique. A oggi, si decide in un quiz di poche ore del futuro, del progetto di vita di un giovane; si stabilisce in base a questa performance se quel ragazzo o quella ragazza potranno diventare dei buoni medici, se hanno attitudine per questa disciplina.(1) (…)

Sarei dell’avviso di creare dei questionari di valutazione da svolgere in itinere. Poi, penserei a un percorso prefissato e rigido: un tot di esami in un tot di semestri. Se non stai al passo, se non cresce in te la responsabilità allo studio e all’applicazione puntuale e costante, allora sì, sei fuori. (2) (…)

(1) classico uomo di paglia antitest: i test non valutano attitudini, non tentano di indovinare se sarai un bravo medico ma cercano, semplicemente, di stabilire se conosci abbastanza matematica, fisica, scienze e logica da essere in grado di capire gli insegnamenti impartiti in medicina

(2) Esami e questionari tenuti da chi? come renderli il più possibile oggettivi ed evitare accozzi?

“mi parli della circolazione”

“dunque la milza è l’organo che pompa il sangue nel piede destro i giorni pari”

“ma che… ma  chi le ha detto queste XXX…”

“mi madre la chiarissima docente Fiorenza Iolanda Gelsomina Adelaide Alfonsina Anastasia Alessandra dei Conti  Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare…”

“guardi è stato un poco impreciso, non posso darle la lode, comunque l’esame è da 30”

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5 pensieri su “sull’equità della selezione a medicina

  1. Per un periodo ho abitato in Viale Jenner. Questo personaggio mi ha ispirato a tal punto che medito da tempo di tentare l’ingresso a medicina l’anno prossimo. Non voglio laurearmi: sono già ingegnere e faccio il tecnico; voglio superare i test e dire: visto? Se ce l’ho fatta io ce la potete farcela anche voi 😛

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    • io fra concorsi pubblici e preselezioni universitarie per corsi a numero chiuso (SSIS compresa) avrò tentato almeno una ventina di test e almeno nella metà son riuscito a passare. Alcuni erano fatti bene altri assurdi ma generalmente chi non passava e per molto (se passano i primi 30 e arrivi 32-esimo è diverso dall’essere arrivato 320-esimo) era il primo a protestare perché il test non valutava la supercazzolarizzazione levogira del tapiro tapioca.

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  2. Caro dottore di B., ma non sarà semplicemente che Suo figlio non è in grado si seguire le nobili orme paterne?
    Distinti Saluti

    Uno che il test di Medicina lo ha passato, anche quello di Odontoiatria, entrambi in due facoltà diverse.

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  3. L’ha ribloggato su Busecae ha commentato:
    Vorrei aggiungere la mia piccola esperienza di mediatico ingegnere.
    Io l’ho dovuto passare il test di ingresso per entrare ad ingegneria. I posti erano 1500 e gli iscritti qualcosa come cinquemila. Poi tra rinunce, ripescaggi et similia molti dei trombati son poi riusciti ad rientrare. Ho conosciuto più d’un ripescato e quasi tutti questi o non sono riusciti a laurearsi o lo han fatto facendo moooolta fatica e con voti molto bassi oppure han dovuto cambiare facoltà ed andare a fare qualcosa di meno impegnativo.
    Al contrario, non conosco NESSUNO di quelli che quel test l’avevano passato che fosse così capra pardon gnurant da non laurearsi nella materia che aveva scelto.

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