Meritocratzia ci bolit, ma cummenti bollu deu*

Meritocrazia ci vuole, ma come [la] voglio io…

più o meno è quello che ho pensato quando su faccialibro ho visto questa notizia mandata da un amico docente

meritocrazia_scuola

 
Capisco che un poco di soldi possano fare comodo però, che merito viene trattato in questo modo? il merito anagrafico e basta.  Uno dei problemi della scuola è proprio l’assenza di merito, il non riconoscere il merito ai capaci e non riconoscerlo a chi invece capace non è.  Una meritocrazia per la quale tutti sono bravi non è una meritocrazia. Almeno, per decenza, si eviti di urlare al merito quando si chiede di dare tutto a tutti come prima. Quello che infatti frega la scuola è questo sillogismo:

  1. Tutti i docenti hanno lo stesso merito
  2. Prof. Tizio è un incompetente plateale ignorante come una capra.

Visto 1 e 2  si deduce che tutti i docenti sono ignoranti come una capra.

E son questi i comportamenti che contribuiscono a svilire ulteriormente la scuola; peccato che i docenti siano troppo impegnati a frignare per rendersene conto.

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4 pensieri su “Meritocratzia ci bolit, ma cummenti bollu deu*

  1. Spezzo mezza lancia.
    La meritocrazia si dovrebbe basare su due strumenti: il bastone e la carota. Questa dichiarazione concerne il solo bastone.
    La riforma Brunetta della pubblica amministrazione, sacrosanta, prevedeva il bastone e la carota. Per motivi stranoti è entrato in vigore solo il bastone. Ma se conosco abbastanza i miei concittadini, nessuna carota potrà mai compensare la paura del bastone.

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    • Brunetta prevedeva che il massimo del punteggio, per la produttività, lo prendesse solo il 25% dei dipendenti. Se consideri che nelle PA che ho visto la percentuale di persone che prendono il massimo della produttività è superiore al 95%…
      Il problema, a mio avviso, è che per parlare seriamente di produttività servirebbero due cose: obiettivi chiari e quantificabili con chiari criteri di quantificazione possibilmente valutati anche da esterni ed una valutazione a tutti i livelli dirigenza compresa.
      Invece i sindacati battono solo sul tutto a tutti anche perché numericamente la “crema” è poca rispetto al fango. Nulla da eccepire, son le loro scelte strategiche, però almeno evitino di riempirsi la bocca con la storia della meritocrazia.

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  2. Il concetto di meritocrazia nella nostra scuola è “equalizzazione totale al ribasso”. Sarebbe ora di finirla, non importa quante manifestazioni ci saranno: basta insegnanti incapaci che rovinano i nostri giovani.

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