la tanto bistrattata matematica

sul sito del fatto quotidiano è apparso l’ennesimo piagnisteo contro la matematica:

fonte http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/03/precari-edoardo-il-musicista-di-sostegno/860455/#disqus_thread

Precari: Edoardo, il musicista ‘di sostegno’

La scuola dovrebbe essere una nave alla scoperta di nuove terre, di nuove albe e di nuovi orizzonti, invece a volte riesce ad essere un condominio dove gli inquilini nemmeno si salutano. Nel mio lungo peregrinare di precaria biblica, mi sono trovata parecchie volte di fronte a situazioni che fanno riflettere. Sappiamo tutti che la situazione degli insegnanti di sostegno, in Italia, è vergognosa: i ragazzi che hanno bisogno di un aiuto psicologico, relazionale o cognitivo aumentano sempre di più e gli insegnanti specializzati sono tutti già impegnati.

Allora cosa si fa? Si reclutano insegnanti di altre discipline secondo un principio di graduatorie incrociate per seguire ragazzi a cui un piccolo difetto può rivelare la crudeltà della vita. Questi insegnanti, di solito, sono tutti giovani, bravi, pieni di speranze e desiderosi di rendersi utili sapendo già che intraprendono un incarico difficile, impegnativo e a volte frustrante. Ma non per i loro ragazzi, bensì per gli insegnanti curriculari a cui devono servilmente chinare il capo, essere camerieri e umili servi. Pena: una vessazione giornaliera che inverte le parti: gli insegnanti di sostegno alla fine dell’anno sono i clienti che affollano le sale d’aspetto di psicoanalisti con radici freudiane. (…)

Ore che non finiscono mai, perché l’arte è un divenire perpetuo che si trasforma appena diventa concreto. Ma Edoardo aveva un tallone d’Achille: la matematica, e senza nessuna pretesa lo confidò all’insegnante. Un’insegnante che forse non aveva capito che per certi ragazzi, noi protagonisti della scuola, dobbiamo assicurare un progetto di vita, non interferire nella loro vita con le regole di un trapezio che possono massacrare la poca stima che è rimasta loro. Per cui, Edoardo era diventato per quest’insegnante l’ennesimo caso di sostegno, umiliandolo in continuazione, creando una delle tante lobby che affollano la scuola. Lo faceva sentire una persona che doveva strisciare contro i muri di quella realtà rappresentata solo da chi sapeva convergere e non da chi sapeva illuminare occhi già spenti da persone che non respirano mai una boccata di aria fresca.(…)

Le ho ricordato che la dispersione scolastica nasce da persone come lei che non conoscono lo scambio, la relazione e l’umiltà di guardarsi allo specchio. Perché se si specchiassero, vedrebbero un fantasma che si aggira tra le vite di ragazzi che hanno bisogno di luce, di essere felici di andare a scuola e vedrebbe anche Edoardo incoronato dai suoi allievi speciali, re delle loro uniche ore felici a scuola. Le ho ricordato quello che Edoardo mi aveva raccontato il giorno prima, un giorno che la sua fantasia era più vera della vita stessa. Ricordava il diluvio universale dove secondo la versione di Igino Astronomo nelle Fabulae i due coniugi hanno, come premio per la loro virtù, diritto a un desiderio, ed essi chiedono di avere con loro altre persone; Zeus consiglia allora ai due superstiti di gettare pietre dietro la loro schiena, e queste non appena toccano terra si mutano in persone.(…)

di Claudia Pepe

Apparentemente l’articolo è condivisibile, esistono docenti teste di cavolo che se la prendono con i colleghi di sostegno e che considerano gli insegnanti di sostegno dei camerieri per i ragazzi disabili. Cosa non mi è piaciuto dell’articolo quindi? Forse il riferimento alla matematica quale che la materia fosse una parte del problema. Se il docente testa di cavolo fosse stato  di italiano o di storia ed edoardo avesse avuto difficoltà a capire l’epica o ricordare date sarebbe cambiato qualcosa nel succo dell’articolo? credo di no.

Ma, non immediatamente evidente, c’è anche un altra questione nell’articolo, questione che non mi trova per niente d’accordo:

Ma Edoardo aveva un tallone d’Achille: la matematica, e senza nessuna pretesa lo confidò all’insegnante. Un’insegnante che forse non aveva capito che per certi ragazzi, noi protagonisti della scuola, dobbiamo assicurare un progetto di vita, non interferire nella loro vita con le regole di un trapezio che possono massacrare la poca stima che è rimasta loro. 

Due fatti ed entrambi gravi; il primo è che l’insegnante di sostegno non aveva le competenze per supportare i suoi alunni nelle materie che avrebbero dovuto studiare. E questo, per quanto la docente di matematica possa essere stata poco, o per nulla diplomatica, è abbastanza grave. Dall’articolo si capisce che si parla di una scuola media, e personalmente considero abbastanza grave che una persona con un titolo di studio superiore non abbia interiorizzato le competenze fondamentali che ti dovrebbe dare la scuola media inferiore. Non si parla di analisi matematica da V liceo, che per chi non l’ha fatta o non ha fatto studi scientifici rimane una materia ostica, ma di competenze di scuola media inferiore. E poi, senza matematica come si può far bene tecnologia o scienze?

C’è anche che l’autrice considera secondario che la scuola insegni rispetto all’assicurare un progetto di vita. Ma che progetto di vita può assicurare la scuola se fa uscire le persone più ignoranti di quando sono entrate illudendole però di sapere? per vivere nel mondo moderno serve conoscere e saper comunicare bene in italiano (e magari in qualche altra lingua) e conoscere una base di matematica, il minimo che serve per non venire menati per il naso. Mi sembra tanto di rivedere situazioni che, da docente, ho già vissuto; colleghi che, pur con tutte le migliori intenzioni del mondo, rovinavano i ragazzi illudendoli di essere competenti e che per essere bravi bastasse conoscere solo parte delle materie, magari quelle che piacciono, e che si possono trascurare quelle detestate(1).

Purtroppo l’inutilità della scuola è dovuto anche al fatto che non ti fa prendere coscienza della tua ignoranza, anzi che ti illude di essere preparatissimo. E ciò porta a due effetti: il primo è la frustrazione dello studente (o ex studente) quando capisce di aver perso tempo e di non aver imparato nulla o si rende conto che quello che aveva combinato era gravemente insufficiente, e la seconda è che il mondo del lavoro considera completamente inaffidabile la scuola e la formazione che essa fornisce. Se in una cassetta c’è una mela marcia pazienza, se cominciano ad essercene troppe l’intero frutteto viene messo sulla lista nera(2).

E vedendo che la scuola non conta niente, o peggio conta solo in negativo, molti cominceranno a chiedersi a cosa serve sbattersi tanto per andarci e studiare zeus e i rettangoli, come funziona un motore a quattro tempi e come si chiede in francese un chilo di pane e se non sia meglio andare in bottega(3)…

Gli studenti devono uscire da scuola preparati altrimenti non si sta facendo scuola ma babysitting e animazione per preadolescenti e adolescenti.

(1) Ho avuto, al liceo scientifico tecnologico, studenti che avevano avuto ogni anno il debito in matematica, debito mai recuperato. E che volevano andare a far medicina o ingegneria…

(2) IF diplomato alla scuola X THEN cestinare CV. Succede abbastanza di frequente.

(3) Se almeno ci fosse una seria formazione professionale.

Annunci

Un pensiero su “la tanto bistrattata matematica

  1. Uno col debito in matematica che vuole fare l’ingegnere?
    Ho il sospetto che certa gente non abbia la minima idea di come funzioni il mondo…

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...