Dato e metadato, l’importanza di questi ultimi…

Un metadato (dal grecometa- “oltre, dopo” e dal latinodatum “informazione” – plurale: data), letteralmente “dato su un (altro) dato”, è un’informazione che descrive un insieme di dati.

Un esempio tipico di metadati è costituito dalla scheda del catalogo di una biblioteca, la quale contiene informazioni circa il contenuto e la posizione di un libro, cioè dati riguardanti i dati che si riferiscono al libro. Un altro contenuto tipico dei metadati può essere la fonte o l’autore dell’insieme di dati descritto oppure le modalità d’accesso, con le eventuali limitazioni.
[fonte wikipedia]

I metadati sono importanti perché forniscono la cornice cui è possibile interpretare i dati e le informazioni. Un trucco dialettico molto sottile è il taroccare non i dati o le informazioni ma i metadati in maniera tale da forzare una lettura errata del dato. Prendiamo ad esempio il caso Stamina e le Iene: il dato è il filmato con i bambini che si muovo. A meno di non voler pensare a sofisticatissimi taroccamenti con computer graphics, roba che avrebbe fatto schiattare di invidia la Pixar, dobbiamo considerare vero il dato: i bambini si muovono, è innegabile. Dove stà quindi il taroccamento: nel metadato, ovvero nell’affermazione che i bambini con SMA non trattati non si muovono. Il falso non è nel filmato ma nel suo titolo.  E ovviamente tutte le volte che viene messo in discussione il titolo, e non il contenuto, parte la polemica: ma nel filmato i bambini si muovono.

Altro esempio questa polemica: http://difesasperimentazioneanimale.wordpress.com/2013/03/24/in-queste-ore-studenti-di-veterinaria-subiscono-persecuzione-nazimalista/ le foto sono vere, quello che viene taroccato è il metadato, l’informazione sul contenuto della foto. Una didascalia come: studenti di veterinaria si esercitano in una autopsia avrebbe causato molte meno reazioni da parte si simpatizzanti animalisti.

Quindi il modificare i metadati senza toccare i dati è una tecnica dialettica abbastanza sofisticata e sottile, anche perché consente di rispondere a molte contestazioni sfruttando la genuinità, reale, del dato. Ecco perché. a mio avviso quando si sospetta che venga utilizzata tale tecnica, come nel caso della polemica dei naziambientalisti per la dissezione del cane, a mio avviso è utile attaccare con un: “la foto è vera ma il titolo è sbagliato.”

Il confondere dato e metadato è anche uno degli errori classici dei giornalisti; in molti casi ho letto articoli dove il fatto era ignorato e i commenti si basavano solo sul titolo, magari ad effetto, mentre il contenuto dell’articolo era di segno opposto. Uno dei casi più clamorosi che ricordo è questo: http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/scuola_e_universita/servizi/cassazione-bocciatura/cassazione-bocciatura/cassazione-bocciatura.html.

Titolo:  “Minacciare la bocciatura è reato” Cassazione conferma pena a prof

Impressione leggendo il titolo: La cassazione stavolta l’ha sparata clamorosa.

Sunto dell’articolo : un docente che minaccia la bocciatura per cause extrascolastiche commette reato. La cassazione ha confermato la condanna ad un professore che aveva minacciato di bocciatura una studentessa a causa dei comportamenti della madre di lei.

(…)In particolare, il professore aveva detto a Silvia C. che “non aveva più alcuna possibilità di essere promossa”, per ‘vendicarsi’ di un intervento fatto nell’Assemblea dei genitori dalla mamma della ragazza che proponeva di rimuovere il docente, per la sua scorrettezza (obbligare gli studenti a prendere ripetizioni private a pagamento dal docente stesso NdA), nel triennio successivo. (…)

Impressione leggendo l’articolo: titolo abbastanza fuorviante.

Ecco perché quando cominciano ad essere citati immagini, video su iotubo etc, etc. occorre chiedere, e nel caso contestare i metadati e non limitarsi a polemizzare sul dato.

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