La valutazione dei risultati scientifici non è un processo nel senso giudico del termine

fonte: http://www.corriere.it/salute/pediatria/staminali/13_dicembre_04/stamina-tar-lazio-sospende-bocciatura-metodo-parte-pool-esperti-6dee5126-5cd1-11e3-a319-5493e7b80f59.shtml

l Tar del Lazio dà ragione a Davide Vannoni: i giudici hanno sospeso il decreto di nomina della commissione scelta dal Ministero della Salute che ha bocciato il «metodo Stamina». Di conseguenza è sospeso anche il parere contrario alla sperimentazione. Il Tar ha dunque accolto il ricorso presentato da Vannoni: l’udienza di merito è stata fissata per l’11 giugno.

Stamina, le tappe della vicenda

NUOVO COMITATO – Immediata la risposta del Ministero della Salute, che nominerà un nuovo comitato scientifico di esperti – anche stranieri – per un’altra valutazione del protocollo. «Ho voluto attivare immediatamente le procedure per il nuovo comitato perché ritengo che in questa vicenda non si possano lasciare i malati e le famiglie nel dubbio – ha detto il ministro Beatrice Lorenzin -. La tempestiva ripresa dei lavori permetterà di compiere gli approfondimenti istruttori indicati dal Tar» (LEGGI L’ORDINANZA – PDF). Duro il commento di Vannoni: «In un Paese civile il ministro della Salute, di fronte a tutto questo, si sarebbe già dimesso. Vedremo cosa ci verrà proposto, ci aspettiamo a questo punto dialogo e non un sistema arrogante come è stato finora».

In un paese civile il ministro della salute non sarebbe mai stato scomodato per una pseudocura il cui unico fondamento scientifico sono le urla di piazza e servizi televisivi ad hoc.

«ESPERTI NON IMPARZIALI» – Nel ricorso, il presidente di Stamina aveva contestato proprio la composizione della commissione che ha bocciato la sperimentazione, sostenendo che gli esperti non sono stati imparziali e che alcuni di loro si erano espressi contro il metodo prima ancora di essere nominati.  (…) Solo Bruno Dallapiccola, direttore scientifico dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, ha commentato, con amarezza, l’ordinanza del Tar: «In un Paese che cade a pezzi non mi stupisce che non siano bastati i segnali degli esperti internazionali e che il lavoro del comitato non abbia fatto chiarezza o non sia stato comunicato in modo chiaro. Ben venga dunque il nuovo comitato internazionale, che garantirà trasparenza e potrà dare spessore alle conclusioni del vecchio e mal composto comitato». Secondo Silvio Garattini, direttore dell’Istituto Mario Negri di Milano, «la stragrande maggioranza degli esperti nel settore è contraria al metodo Stamina perché pensa che queste cellule non hanno una base scientifica». Dunque, «sarà difficile formare un nuovo comitato con persone competenti che non abbiano già espresso un parere contrario».

Nella scienza ci sono certezze condivise da tutta la comunità scientifica e tali certezze possono essere scalzate solo in un modo: una teoria valida che porta ad esperimenti verificabili e riproducibili. Se invece di leggere i romanzi complottisti su Galileo, Einstein e Tesla si leggessero le biografie di Plank (che mise sottosopra la fisica classica), di Huygens, che sosteneva la teoria ondulatoria della luce contro quella corpuscolare sostenuta da Newton (uno dei più grandi della Fisica) e dimostrò, grazie alla diffrazione, di aver ragione, oppure di autodidatti geniali come Faraday, si scoprirà un minimo comune denominatore: le loro teorie, accettate con più o meno difficoltà dalla comunità scientifica ma accettate, sono state accettate grazie a dati ed esperimenti riproducibili. Cosa che nel caso di pseudogenialoidi manca completamente.

A chiunque faccia affermazioni straordinarie sulla scienza la comunità scientifica risponde, da Galileo in poi, fuori i dati e gli esperimenti o è una st***ata, e questo è un giudizio unanime. Così come è unanime il  giudizio di qualsiasi arbitro di calcio sul fatto che chiunque, non svolga il ruolo di portiere, se nella propria area para a terra il tiro di un avversario è rigore. Il Tar grosso modo  sta dicendo che nel gruppo che deve valutare dovrebbe partecipare anche un arbitro di rugby perché non, a priori, contrario al fatto che un difensore possa raccogliere il pallone con le mani quando il regolamento di calcio parla chiaro: qualunque tocco volontario di mano da parte di un giocatore non portiere nella propria area è sanzionato con il calcio di rigore. Qui abbiamo una bellissima parata a terra da parte di un difensore, possiamo chiamare tutti gli arbitri di rugby, basket, pallavolo e cricket che si vuole. Ma è, e rimane, rigore.

INDIPENDENZA IDEOLOGICA – «Non è stata garantita l’obiettività e l’imparzialità del giudizio, con grave nocumento per il lavoro dell’intero organo collegiale» scrivono i giudici, aggiungendo che «il requisito dell’indipendenza dei componenti del comitato scientifico è stato ritenuto essenziale anche dal Ministero della Salute» e che «tale indipendenza va intesa primariamente in senso ideologico (e dunque non necessariamente economico, come sembra affermare il Ministero nella memoria difensiva) e deve quindi concretizzarsi innanzitutto nel non approcciarsi alla sperimentazione in modo prevenuto, per averla già valutata prima ancora di esaminare la documentazione prodotta dalla Stamina Foundation». Inoltre, i giudici ritengono che, «prima di esprimere il parere negativo all’inizio della sperimentazione, il comitato avrebbe dovuto esaminare le cartelle cliniche dei pazienti che erano stati sottoposti alla cura presso l’Ospedale civile di Brescia. Pazienti che, dai certificati medici versati in atti, non risultano aver subito effetti negativi collaterali».

Ma la questione non sono gli effetti collaterali, la questione è che la cura non funziona. Neanche un bicchiere di acqua zuccherata  ha effetti collaterali, ma questo non significa che l’SSN debba passare boccette d’acqua e zucchero dal costo di 300€ l’una (al più potrebbe prodursi gli omeopatici generici, stesso principio attivo, H2O+Saccarosio, in casa)…

ISTRUTTORIA APPROFONDITA – D’altro canto, il Tar riconosce la «giusta preoccupazione del Ministero della Salute e della comunità scientifica che non siano autorizzate procedure che creino solo illusioni di guarigione». Preoccupazione – prosegue – che può essere però superata «con un’istruttoria a tal punto approfondita in tutti i suoi aspetti da non lasciar più margini di dubbio». Secondo i giudici, è necessario che ai lavori del comitato scientifico che deve valutare l’opportunità di avviare una sperimentazione (per la quale erano stati stanziati tre milioni di euro) «partecipino esperti, eventualmente anche stranieri, che sulla questione non hanno già preso posizione o, se ciò non è possibile, che siano chiamati in seno al comitato, in pari misura, anche coloro che si sono espressi in favore del metodo».

Qui l’errore grave del TAR, il processo scientifico non è un processo ove deve esserci accusa e difesa. Il processo scientifico è un processo in cui si valutano prove e misure, non testimonianze o ipotesi.  Se una sbarra è lunga un metro è lunga un metro. Ha senso creare un comitato di esperti in metrologia in cui uno, ammesso lo si trovi, sia convinto che il metro campione sia lungo un metro e mezzo? Siamo seri.

LE REAZIONI DEI MALATI – «È una speranza in più. Ci viene dato modo di difenderci». Così le associazioni di malati hanno accolto la decisione del tribunale amministrativo. (..) Noi continuiamo la nostra battaglia: questa è una sospensiva, non è ancora la soluzione. E l’annuncio del ministro di una nuova commissione è l’inizio di una nuova battaglia».

Purtroppo si torna a scienza contro piazza, la più classica delle fallacie “ad populum”.  😦

«STAMINA NON RISPETTA LA LEGGE» – Filomena Gallo, segretario dell’associazione Luca Coscioni, sottolinea che «la decisione del Tar del Lazio ha sospeso, non annullato, la nomina del comitato di esperti. Perché vi sia annullamento, bisogna aspettare l’udienza di merito», fissata appunto a giugno. Vannoni e Stamina però, rileva Gallo, «continuano a violare la legge italiana, perché non hanno rispettato tutti i passi previsti dal decreto Fazio-Turco sulle cure compassionevoli. Tanto è vero che è ancora in vigore il blocco imposto dall’Agenzia italiana del farmaco». In questi mesi il metodo «è stato applicato come cura compassionevole per le ordinanze dei tribunali – continua Gallo -, non perché sia una cura compassionevole secondo le prescrizioni della legge. Credo che i tribunali si dovranno fermare in attesa dell’udienza di merito del Tar. Forse servirebbe un decreto che blocchi ogni procedura fino a quando Stamina non rispetterà l’iter previsto».

Delirante che serva un decreto per bloccare una non cura. Delirante.

Conclusione, ennesimo pasticcio scientifico italiano dovuto ad una magistratura che entra a gamba tesa in campi non di sua pertinenza. La scienza non è democratica, non è un processo dove bisogna sentire tutte le campane e sostenere quella più convincente o più affascinante. Per me il TAR ha sbagliato. Comunque è solo una sospensiva preliminare, spero si ravvedano all’udienza di merito. La scienza non si fa in tribunale, mica siamo ai tempi di Galileo.

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