Facciamo okkupazzzione…

Se serve una prova che in italia la scuola non insegna e gli studenti non riescono ad imparare sono le, oramai, tradizionali okkupazioni di inizio anno. Oramai, grazie ad internet, è facile ripescare gli articoli degli anni passati sulle okkupazioni, sulle autogestioni, sulle innumerevoli manifestazioni contro il ministro di turno e vedere oggi a quali risultati abbiano portato quelle lotte. A parte qualcheduno che è partito organizzando manifestazioni in scuole ed università ed è riuscito ad entrare in qualche partito/sindacato, che risultati sono stati ottenuti?

Nulla, niente, zero, niet. 

E già questo dovrebbe far riflettere sull’efficacia del metodo di lotta e interrogarsi se e dove si sia sbagliato, come mai non si è riuscito ad ottenere i risultati voluti(1), come mai nessuna protesta studentesca (e dei docenti) ha spinto qualche ministro a revocare qualche riforma? Persone che conoscono la storia si fermerebbero a riflettere e cercare di analizzare le cause della sconfitta per capire come mai non si sono ottenuti risultati, a parte lo svilire ulteriormente la scuola, e penserebbero a nuove forme di protesta o ad una rimodulazione degli obiettivi.

Infatti la criticità delle proteste sono gli obiettivi finali; si vorrebbe una scuola/università

  • Seria e formativa che prepari realmente gli studenti rendendoli “preziosi” per il mondo del lavoro.
  • Crei eccellenza e valore aggiunto.
  • Garantisca il successo formativo a tutti.
  • Non lasci nessuno indietro.

Il problema è che per fare eccellenza e preparare realmente le persone occorre tagliare senza pietà chi non raggiunge i livelli minimi, livelli che in nome del “nessuno deve rimanere indietro”, sono stati spinti sotto zero(2).  Risultato non sorprendente visto che la maggior parte delle proteste, guarda caso, sono state capitanate generalmente dai più casinisti e dai laureandi di lunghissimo corso.

Quello che vorrei dire, da ex studente e da ex docente è: cari studenti protestate pure ma pensate un attimo a cosa volete ottenere e a come volete ottenerlo, altrimenti vi state tirando la zappa sui piedi e contribuendo a far valere un titolo di studio tanto quanto la tessera dei bollini del supermercato.

E cari docenti, voi che partecipate alle proteste nelle seconde linee, perché non vi chiedete dove voi ed i vostri sindacati abbiate sbagliato, come mai da vent’anni a questa parte protestate e scioperate e prendete puntualmente schiaffoni? La storia non ha insegnato niente? Non ha insegnato che se si vuole cambiare non basta chiedere un cambiamento ma proporre un sistema alternativo e lottare per attuarlo? Non ha insegnato che se si fa la rivoluzione tanto per farla, puntualmente, finisce in un bagno di sangue?

Se non siete capaci voi di imparare le lezioni che voi stessi impartite come potete pensare di riuscire a trasmettere la cultura ai vostri allievi?

(1) Tranne fare casino e bigiare lezioni.

(2) Può essere crudele e noioso ripeterlo ma quando il 70% degli aspiranti docenti non passa un test di comprensione verbale e capacità logico matematica a livello di scuola media inferiore bisogna seriamente riflettere sul come mai siano riusciti a conseguire un titolo di studio di livello superiore.

3 pensieri su “Facciamo okkupazzzione…

  1. Quando andavo a scuola (e ora all’università) provo sempre a sollevare dubbi momolto simili.
    Il risultato? Non vengo mai preso sul serio…

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    • Ricordo un giorno a scuola, 6 o 7 anni fa, lavoravo come docente di laboratorio di informatica, e i ragazzi avevano deciso di fare okkupazione. Il collega aveva chiesto loro perché protestavano e la risposta è stato che protestavano contro la riforma moratti, ma alla domanda su quali parti della riforma non andassero bene ed alla domanda perché non andassero bene l’unica risposta fu un silenzio assordante.

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