Cliens, ovvero perché certi problemi non li si vuole risolvere.

Perché in italia spesso non si affronta e si risolve direttamente un problema ma ci si barcamena in una successione di soluzioni tampone che si limitano a far galleggiare ancora per un breve intervallo di tempo? Prendiamo ad esempio il caso Alcoa nel sulcis, perché non si ammette chiaramente che la lavorazione dell’alluminio in Sardegna non è economicamente sostenibile alle attuali condizioni, che per rilanciarla o si trova il modo di ridurre il costo dell’energia oppure nessuno senza incentivi verrà a produrre nel sulcis? Perché invece si continua con cassa integrazione e ricerca di acquirenti invece di cercare di far nascere qualcosa di nuovo più sostenibile e che possa fare meglio da volano per l’economia?

Per rispondere bisogna capire un poco come funziona, da parte dei politici, la gestione dei clientes(1). Per il politico la persona che galleggia è il cliens ideale, quello che, se vuole continuare a galleggiare, deve dare retta al politico e sostenerlo in ogni caso. Quello “che va a fondo” non interessa, è perso e portarlo a galleggiare può non essere conveniente, al più può interessare per essere usato come carne da cannone in qualche manifestazione. Quello che è capace di uscire dall’acqua da solo invece tende ad usare il politico come un taxi, lo prende solo se va nella direzione a lui congeniale ma non è costretto a votare sempre ed in ogni caso per quel politico, anzi tende a cambiare più spesso bandiera; ergo generalmete non si può contare sul suo voto e sulla sua fedeltà.

Rimane quello che galleggia fra il desiderio di venire tirato fuori dall’acqua e la paura di finire a fondo, magari è un dipendente di una azienda in crisi perenne che ha bisogno dei buoni uffici del politico affinché all’azienda, e di riflesso a lui, venga dato un poco di ossigeno. Ecco perché il politico, che ha interesse a mantenere il suo piccolo feudo, si curerà di non farlo affogare ma contemporaneamente si curerà di far sì che non possa imparare a nuotare e quindi non essere costretto ad elemosinare i buoni uffici del politico per continuare a campare. È questo il male delle clientele politiche, il fatto che il politico per mantenerle debba far si che la gente non vada a fondo e rimanga a galla ma che non possa imparare a nuotare oppure che venga raccolta da una scialuppa. Ecco spiegato perché si preferisce andare avanti con soluzioni tampone per continuare a far galleggiare la gente aggrappata alle boe invece di intervenire e risolvere il problema una buona volta, ad esempio staccando la spina a qualche azienda oramai decotta e finanziando qualcosa che possa camminare con le proprie gambe senza bisogno di una flebo continua di finanziamenti pubblici.

Come si può spezzare questo circolo vizioso? Lo spezzarlo è alquanto difficile, generalmente si spezza quando o i salvagenti non bastano più per tutti e il peso delle persone “a fondo” trascina in basso anche chi galleggia, cosa che sta capitando con la crisi, meno risorse ci sono e più diventa difficile sprecare (vedi privatizzazioni varie di carrozzoni parastatali) oppure quando il territorio viene invaso da molte persone in grado di camminare capaci di formare un “blocco elettorale”, blocco  comprarabile o maggiore di quello dei galleggianti,  che pressa affinché il problema sia risolto (kulonan inkiavabilen che impone a fieren alleaten di non farla troppo fuori dal vasino) . Il far fuori il politico di riferimento (stile mani pulite) invece è una “non soluzione”. Non si risolve il problema ma semplicemente cambia il politico di riferimento. Dove prima si avevano Craxi, De Mita e Forlani dopo ci si trova Berlusconi, Mastella  e Casini…

(1) nel senso latino del termine http://it.wikipedia.org/wiki/Cliens

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