c’è su google ovvero internet, l’accesso diretto all’informazione e i filtri.

Nei dibattiti sulla sperimentazione animale cui sto partecipando spesso alla richiesta delle fonti da cui viene tratta la sparata(1) l’informazione viene risposto con: fai una ricerca su google (o guardati il filmato su youtube). Risposte che denunciano alcuni problemi: il primo è l’abuso della fallacia “ad populum” facilmente smontabile dalla celebre battuta di Marcello Marchesi: “mangiate merda, milioni di mosche non possono essersi sbagliate“.

Il secondo più grave è la perdita del concetto di verifica delle fonti dell’informazione e di validazione dell’informazione.  Nell’era pre internet accedere alle informazioni spesso richiedeva tempo, ad esempio se serviva chiarirsi un dubbio su un argomento a caso, ad esempio le equazioni di Maxwell, e non si avevano i testi appropriati a casa (enciclopedie scientifiche o testi di fisica di livello universitario) bisognava andare in biblioteca e fare lì le ricerche nei testi relativi all’argomento. Oggi basta digitare equazioni di Maxwell in un motore di ricerca per iniziare a trovare pagine che potrebbero contenere le informazioni che stiamo cercando.  Un aumento impressionante di velocità nell’accesso all’informazione. Il rovescio della medaglia è che però son saltati tutti i filtri ex ante all’informazione: mentre prima era praticamente impossibile che in biblioteca si trovassero libri di fisica vibrazionale o di medicina quantistica sullo stesso scaffale dei testi di meccanica razionale o di fisica delle particelle, oppure che su “le scienze” o riviste equivalenti, ci finissero articoli sull’omeopatia come nuovo sistema di cura, oppure dotte discettazioni sul complotto delle rotonde(2), oggi chiunque può facilmente accedere ad internet e divulgare al mondo, preferibilmente su FB, le sue teorie innovative sulla vita, l’universo e tutto quanto(3), manca completamente una classificazione dell’informazione.

Ad esempio facendo una ricerca su un catalogo di una biblioteca con parola chiave “Tesla”, trascurando i romanzi, i libri che trattano di Tesla dal punto di vista fisico o ingegneristico avranno la prima cifra della classificazione dewey uguale a “5” o a “6” a seconda dei casi che si tratti di testi di scienze pure o applicate.  Quelli che trattano di teoria del gomblotto, free energy e tante altre cavolate attribuite a Tesla, verranno invece classificati o come occultismo e paranormale o come romanzi. E solo un idiota considererebbe, riguardo agli studi di Tesla, un romanzo più che un serio manuale scientifico.

con internet invece non funziona così; facendo una ricerca con parola chiave “Tesla”, al primo posto c’è wikipedia(4), poi un paio di siti di cazzate “informazione alternativa”.  Diventa difficile stabilire a priori l’autorevolezza di una affermazione e/o di un articolo: se prima potevi notare che l’articolo X riguardo, ad esempio, ai campi elettromagnetici, era stato pubblicato su “le scienze” e quindi poteva essere autorevole mentre l’articolo Y era stato tratto da una rivista di “gossip da parrucchiere”,  quindi non era detto che fosse scientificamente molto autorevole. Oggi, se sei completamente ignorante della materia in argomento, come potresti distinguere se un articolo ricopiato dal tuo amico su FB, senza citarne la fonte sia sensato oppure sia una stronzata ipergalattica ?

Se uno non conosce l’elettromagnetismo e non ha le basi di fisica può bersi come acqua fresca affermazioni, tratte da uno dei tanti siti complottisti su Tesla, del tipo:

 Tesla inoltre sosteneva di avere scoperto come imbrigliare l’etere, ovvero una fonte inesauribile e gratuita di energia che permea tutte le cose compreso lo spazio vuoto(5).

oppure

Sfruttando queste conoscenze, riprodusse artificialmente le scosse delle folgori con la sua bobina da cento milioni di volts  per creare onde stazionarie nel terreno riuscendo a trasmettere 10.000 watts di potenza a circa 40 km di distanza.

Per chi conosce un minimo di elettromagnetismo, ovvero ha aperto almeno un bignami di fisica, la frase sopra è un condensato di errori:

  1. le unità di misura che derivano dal nome di fisici come Volt (Alessandro Volta), Watt (James Watt), Tesla(6) (Nikola Tesla) non hanno il plurale, volts e watts non esistono.
  2. confonde fra una unità di misura del potenziale elettrico (volt) e una unità di misura della potenza (watt)
  3. con una bobina da 10^8 V riesci a friggere, mediante scariche elettriche, tutto quello che ti sta attorno a meno che non venga efficacemente protetto con gabbie di faraday o parafulmini, facilmente verificabile anche osservando le foto degli esperimenti di Tesla e d Faraday.

Quindi il problema che l’informazione su internet viene presentata “as is”, senza una valutazione di qualità ex ante unito con la facilità per chiunque di pubblicare su internet  rendono fondamentale che venga appreso quanto prima il come verificare una informazione e validarla.  Il fatto che milioni di beoti vengano convinti, grazie a due immagini evocative e ad informazioni provenienti da fonti non verificate, a firmare petizioni farlocche, come quelle contro la sperimentazione animale, convinti di operare per una giusta causa è un fatto grave, molto grave. Perché gli “imbrogliati” poi votano e poi vanno a fare pressione sui politici, e il politico cerca il più possibile di accontentare ciò che la massa chiede, anche se può essere controproducente come l’emendamento brambilla.

Urge che la scuola (e magari la televisione) riprendano ad insegnare come si valuta e si valida l’informazione, come distinguere il grano dal loglio altrimenti si rischia seriamente di rimanere fottuti.


(1) Fresca fresca:  

(…)Ora lei mi dovrebbe spiegare che gusto si prova a spezzare la colonna vertebrale di un cane, privo di anestesia (altrimenti non possiamo capire quanto fa male) per poi tentare di curarlo ed infine abbatterlo poiché non è più utile allo “studio”.(…)

(2) la carta costa, pubblicare un libro costa e gli editori tendono a pubblicare quello che i loro clienti vogliono leggere. Ecco perché difficilmente si parla di oroscopi nei testi di meccanica razionale e di astronomia o delle leggi di Keplero nei testi di astrologia.

(3) 43. Deep Thought aveva un bug.

(4) Anche Wiki può essere vandalizzata e chiunque può scrivere che era Tesla il creatore di Goldrake (lanciava fulmini dalle corna), invenzione scippatali da Actarus (Duke Fleed) e la voce rimane fino a quando qualcuno non interviene.

(5) L’esperimento di Michelson e Morley che prova la non esistenza dell’etere luminifero è pura disinformazione del NWO.

(6) Si i cattivi scienziati servi del NWO hanno battezzato Tesla l’unità di misura dell’induzione magnetica.

Un pensiero su “c’è su google ovvero internet, l’accesso diretto all’informazione e i filtri.

  1. il problema è che se le tue conoscenze sono limitate la sicumera con cui questi elementi pronunciano i loro stravolgimenti scientifici è sufficiente per farti apparire come un perdente ignorante,ma se nel caso sai perfettamente di cosa stanno parlando il linguaggio specifico utilizzato rende le tue argomentazioni apparentemente lontane ed incomprensibili come ci si aspetterebbe da un membro del complotto…arrendersi non si può continuare è frustrante.

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