etica e scienza, come la vedo io

Stavo riflettendo sui commenti ad un articolo sulla sperimentazione animale e sulla relazione che esiste fra etica e scienza.

Prima di tutto definiamo bene i termini:

L’etica (dal greco antico εθος (o ήθος), èthos, “carattere”, “comportamento”, “costume”, “consuetudine”) è un ramo della filosofia che studia i fondamenti oggettivi e razionali che permettono di assegnare ai comportamenti umani uno status deontologico ovvero distinguerli in buoni, giusti, o moralmente leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti cattivi o moralmente inappropriati. [fonte wikipedia]

Per scienza si intende un sistema di conoscenze, ottenute con procedimenti metodici e rigorosi e attraverso un’attività di ricerca prevalentemente organizzata, allo scopo di giungere a una descrizione, verosimile e oggettiva, della realtà e delle leggi che regolano l’occorrenza dei fenomeni. [fonte wikipedia]

In primo luogo etica e scienza sono due cose distinte, la scienza si occupa di domande del tipo: è possibile? non è possibile? come funziona? mentre l’etica di domande del tipo: è giusto? non è giusto? come mi devo comportare?

La domanda: è “possibile costruire una bomba usando la fissione nucleare”, è una domanda scientifica, una domanda a cui la scienza può dare risposta, l’etica no. La domanda “è giusto usare la bomba su Hiroshima” invece è una domanda di etica, la fisica non può rispondere alla domanda precedente.

Quindi il chiedere che la scienza possa rispondere a domande del tipo: è lecita l’interruzione di gravidanza, è lecito l’uso della bomba H è una azione senza senso tanto quanto il chiedere che se sia eticamente giusto che i quark abbiano una carica frazionaria rispetto a quella dell’elettrone.

Seconda differenza; mentre la scienza cerca di essere il più possibile oggettiva: la massa dell’elettrone o il rapporto fra la lunghezza della circonferenza e il raggio saranno gli stessi sia per un fisico italiano cattolico fondamentalista, che per un fisico giapponese shintoista , per Martin Luther King e per il gran maestro del Ku Klux Klan. L’etica invece tende ad essere un qualcosa di personale/soggettivo; “è giusto fare il negro al flambe’?”  Ovviamente la risposta di M.L. King e del capo del KKK saranno opposte.

Quale delle due risposte fra quella di M.L. King o quella del capo del KKK è la risposta giusta? Non esistendo alcun “giustometro” non è possibile misurare in maniera oggettiva la “giustezza” della risposta e quindi non esiste una risposta che sia oggettiva, inconfutabile e valida per tutti, a differenza di domande tipo: qual’è la massa dell’elettrone? Quindi le risposte a domande di etica grosso modo dipenderanno dal numero di persone che ritengono una certa cosa giusta o sbagliata. E questo, ad esempio, fa credere a molte persone ignoranti della scienza che anche i fatti scientifici debbano dipendere da quante persone ritengono una cosa possibile o non possibile(1).

Definite entrambe, vediamo che relazione c’è fra etica e scienza; l’unica relazione ammissibile riguarda le conseguenze di ciò che la scienza rende possibile: “è giusto compiere l’azione X, dove X indica una azione resa tecnicamente possibile dalla scienza

quello che invece è scorretto è che si usino motivazioni etiche per giustificare fatti scientifici. Dire: “sono contro la sperimentazione animale (di seguito SA) perché mi fa orrore far nascere animali geneticamente programmati per ammalarsi di tumore” è una posizione etica, che può essere condivisibile o meno.  Anche il dire: “sono contro la SA e per me si dovrebbero usare il più possibile metodi alternativi(2)” è una posizione etica tanto quanto quella precedente.  Il dire invece “esistono metodi alternativi, sabotati da big pharma, perché la SA è eticamente inaccettabile ma non vogliono usarli” è un voler usare una ragione etica: l’inaccettabilità, per alcuni della SA, per validare un fatto scientifico: “l’esistenza di metodi alternativi di pari efficacia alla SA”. Più o meno l’argomento opposto a Galileo: il sistema tolemaico aveva riscontro nella bibbia, oppure l’argomento usato da molti ciarlatani: “è giusto curare i bambini malati (argomento etico) quindi se il mio sistema cura i bambini malati allora è giusto (dal punto di vista etico) e quindi scientificamente valido (ma non viene riconosciuto per colpa del  $cattivone_di_turno)”.

Vale anche il contrario: è inutile fornire motivazioni scientifiche per rispondere a domande etiche. E’ giusta l’interruzione di gravidanza? sappiamo tutto dello sviluppo del feto e di quando genera un sistema nervoso e questo inizia a funzionare, ma questo non risponde alla domanda se sia giusto o no abortire. Non sono domande scientifiche, anzi è meglio che la scienza ammetta da subito di non essere in grado di dar loro risposta.

(1) Vedi Indiana Pi Bill

(2) Posizione che accomuna animalisti e aziende, visto che i metodi alternativi in tantissimi casi costano molto meno di uno stabulario.

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