la tragedia di roma e la legge sull’omofobia

Un ragazzo decide di suicidarsi a Roma, con la motivazione che veniva emarginato dagli “amici” perché gay, come conseguenza parte il circo mediatico a favore della legge sull’omofobia, magari galvanizzato dall’essere riuscito a far approvare un altra legge porcata come quella contro il femminicidio.

Ferma restando la pietà per il ragazzo, trovo abbastanza cinico e scorretto l’usare questa tragedia per speculare e portare avanti una legge all’atto pratico inutile e anzi con forti dubbi di costituzionalità. Inutile perché in italia esistono già le leggi che puniscono le discriminazione e le vessazioni; più che chiedere una legge contro l’omofobia sarebbe stato più onesto chiedere come mai le leggi esistenti non siano state applicate, come mai genitori, educatori etc. etc. non siano intervenuti prima, al rivelarsi della situazione di disagio. Secondariamente è inutile tentare di cambiare la mentalità della gente a furia di leggi, se gli “amici” non ti invitano ad uscire con loro, non vogliono che giochi a calcetto con loro, non vogliono frequentarti, non sarà di certo una legge contro l’omofobia a far cambiare loro il comportamento, cosa fai gli denunci perché non vogliono frequentarti?

Secondariamente perché se il bullo Tizio vessa Caio perché gay deve essere punito in maniera più severa rispetto, ad esempio, alla punizione per aver vessato Mevio perché grassone oppure Sempronio perché balbuziente? Ci rendiamo conto del messaggio che stiamo dando, cioè che gli omosessuali non sono persone come noi, come Mevio il ciccione o Sempronio il balbuziente ma sono dei teneri panda che necessitano di una protezione ad hoc?

il problema è convincere Tizio, con le buone o con le cattive, a smettere di fare il bullo indipendentemente dal bersaglio scelto e chiedersi come mai la legge non ha funzionato invece di incasinare di più il codice penale.

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4 pensieri su “la tragedia di roma e la legge sull’omofobia

  1. L’ha ribloggato su We Neanderthale ha commentato:
    Un ottimo punto di vista.
    Il problema è tutto nell’origine ed è anche lo stesso che c’è per la legge contro la violenza sulle donne. Si fanno leggi per cose che non dovrebbero esistere in una società evoluta, no discriminazioni e no violenza.
    Ma soprattutto, già ci son delle leggi, non applicate, ed una morale comune completamente distorta e fatta a pezzi, cosa ci fa anche solo pensare che una nuova legge (con forte carattere restrittivo per tutti e non per chi dovrebbe realmente colpire) fermi o blocchi la follia e la discriminazione di bestie e di pazzi?
    Se uno vuol uccidere la propria moglie non gli importa nulla se c’è una legge o ce ne son 100 contro tale aberrazione, la fa comunque, anzi, cerca, se non accecato dalla follia dell’istante, di nascondere l’omicidio e di risultarne pulito e, quindi, la legge non serve a nulla (soprattutto se poi si fa lo svuota carceri).
    E qua una legge sull’omofobia realmente può portare a dei miglioramenti se non ci si trova prima a lavorare sulle persone e sul loro modo di pensare?
    Servirà per le discriminazioni sul lavoro in quanto (e si tratta di una legge già vigente) non devono esserci alcun tipo di discriminazione sia sociale che fisica, ma farà anche altro?
    Ma soprattutto, stiamo parlando di un “fenomeno sociale” che è venuto fuori solo negli ultimi 2 anni realmente, ma anche prima tutto esisteva e sussisteva per questa problematica, si riusciranno a veder dei miglioramenti sensibili oppure no?

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    • Molti credono ancora che il codice penale sia come le grida di manzoniana memoria e che per risolvere i problemi, come ad esempio il fatto che il gruppo di “amici” non volesse frequentare quel ragazzo, basti scrivere una nuova grida e tutto funzionerà a meraviglia. Ma basta soffermarsi poco poco per rendersi conto della stupidità di quest’idea, anche se ci fosse stata la legge sull’omofobia gli “amici” avrebbero invitato Tizio ad uscire con loro? avrebbero ripreso a frequentarlo? Siamo seri la legge proprio in quel caso, un comportamento di tipo negativo: non ti invito, non ti parlo perché non mi vai a genio, non voglio frequentarti, non serve a niente. Non puoi punire Tizio, Caio e Sempronio perché rifiutano di frequentare Mevio o di invitarlo ad uscire con loro. E’ un problema di mentalità e i problemi di mentalità non sono mai stati risolti a furia di “grida” ma con l’educazione.

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  2. Infatti, allontanare ed emarginare una persona, si può farlo benissimo senza far nulla di scorretto o di deprecabile, basta non considerarla, non invitarla, non renderla partecipe del gruppo e questo non può esser modificato o cambiato da una legge.

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