Femminicidio

Ottimo articolo sul fatto quotidiano del prof. Tonello, con i numeri del fenomeno che lo ridimensionano grandemente.
L’articolo conferma quello che avevo già sospettato, e cioè che il femminicidio è una parola feticcio usata per manipolare emotivamente l’opinione pubblica allo stesso modo, ad esempio, degli stupri commessi dagli extracomunitari, dall’allarme sars etc. etc.
I giornali ne parlano ossessivamente e, funzionando come una lente distorcente, tendono ad ingrandire enormemente il problema.(1)

Vediamo ad esempio la definizione, riportata da somma e de maglie di femminicidio

Femminicidio termine teorizzato da Marcela Lagarde, antropologa messicana e qualunque atto di violenza compresa l uccisione, nei confronti di una donna in quanto donna, perche’ non rispetta un codice di comportamento imposto dalla morale, la tradizione, la religione. Per femicidio si intende la sola uccisione e il termine e’ stato teorizzato da Diane Russel.

Imho già nella definizione di femminicidio si notano due scorrettezze: in primo luogo la desinenza “cidio” indica, nella lingua italiana, la morte a causa di azioni violente; (infanticidio, suicidio, genocidio), non la generica azione violenta. Quindi il parlare di femminicidio intendendo qualunque atto di violenza è fuorviante allo stesso modo in cui si tende a parlare di vivisezione nel caso di sperimentazione animale.  Secondariamente anche le motivazioni per distinguere i casi di femminicidio sono abbastanza fumose: se il movente fosse, ad esempio, intascare l’assicurazione sulla vita della moglie, avremmo un caso di femminicidio o di omicidio? Come classificare ad esempio i  casi di omicidio-suicidio? e i suicidi di coppia?

Terza cosa la definizione di violenza è abbastanza vaga che può comprendere tutto e il contrario di tutto; secondo la definizione sia un singolo schiaffo volato durante un litigio accesso, magari per una mancata precedenza, che una donna che, a causa del marito, finisce all’ospedale con gli occhi neri ed un paio di costole incrinate sono femminicidio. Beh provate a sostituire omicidio in un qualsiasi articolo che parla di violenza “fra maschietti” e rendetevi conto dell’effetto.

Omicidio: l’arbitro lo espelle e Tizio, giocatore del pincopallo footbal club da una sberla all’arbitro.

Tizi fa un occhio nero a Caio, colpevole di non aver rispettato uno stop. Tizio è inquisito per omicidio.

 

Vediamo adesso anche i numeri; de maglie e somma in questo articolo parlano di 129 donne uccise, causa femminicidio, nel 2011. Tanto per avere un riferimento secondo l’istat in quell’anno sono morte 855 donne a causa di incidenti stradali.  (http://www.istat.it/it/archivio/73732, Tavola 2.27). Quindi per una donna morta a causa di atti violenti compiuti da partner e/o persone della cerchia familiare, ci son 14 donne morte per incidenti stradali.  Eppure il problema è il femminicidio e non la sicurezza stradale.  Imho trasformare la violenza contro le donne, in un babau a cui alla fine, con l’esclusione di qualche nazifemminista, non ci crede più nessuno è il modo migliore per peggiorare la situazione di chi, non per colpa sua, si trova in situazioni di reale disagio.

(1) Uno dei trucchi usati dalla pubblicità di concorsi a premi, giochi d’azzardo e casinò è di parlare solo dei vincitori e non di chi ha giocato ed ha perso così da dare l’impressione che chiunque gioca automaticamente vince. Capisco che la notizia sia Tizio che ha vinto un premio, magari il primo, alla lotteria Italia e non il 99% degli acquirenti di biglietti che hanno comprato il tagliando e non hanno vinto.

4 pensieri su “Femminicidio

  1. Gentile Dott. Shevanthas, ritengo queste sue considerazioni assolutamente illuminanti. Ho sempre pensato che “femminicidio” indicasse non tanto un omicidio basato sul “genere” (tipo il baffino nazista che gasava gli ebrei), quanto il fatto che gli “uomini che uccidono le donne”, le uccidono perchè sono QUELLE-DETERMINATE-DONNE (mogli, amanti, ecc), non in quanto appartenenti ad un generico “femminile”. Ma forse mi sbagliato, dal momento che il mio pensiero è fallologocentrico.

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  2. […] Oggi, 25 novembre, a quanto pare è la giornata contro la violenza verso le donne. Imho una delle solite “feste laiche” inutili e fatte tanto per carpire qualche finanziamento pubblico.  Visto che nelle notizie dei giorni precedenti ho visto che si parlava del femminicidio cercando di offuscare che quest’anno c’è stato un calo di delitti rispetto all’anno scorso e, come al solito, nella lista delle vittime ci finiscono le vittime di omicidio di sesso femminile anche se i motivi non sono quelli di violenza all’interno di una coppia. I soliti trucchetti per creare un babau a tavolino1. […]

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