Tirare la volata al berlusco

Si avvicinano le elezioni ed il movimento antiberlusconiano si sta preparando, come nel caso del 2006, a tirare una favolosa volata al cavaliere nero. Anche a fine 2005 Berlusconi era politicamente “morto”, troppe promesse mancate, troppi pasticci dovuti, come tradizione della seconda repubblica, ad una maggioranza poco coesa impegnata più in bizantinismi di palazzo che a governare, il pesante fuoco di sbarramento dei (pata)intellettuali italiani e dell’opposizione, la defezione di Casini e i tentennamenti di Fini.

Come mai allora alle elezioni del 2006 si finì in sostanziale pareggio al senato ed alla camera la maggioranza fu tale solo grazie al premio di maggioranza previsto dal porcellum ? L’inizio della fine della coalizione antiberlusconiana iniziò quando ogni leader dei singoli cespugli, i vari mastella, bertinotti, di pietro e compagnia cantante, iniziarono con le esternazioni: uno gridava bianco, subito dopo l’altro urlava nero o morte, e quello che voleva il verde e l’altro che diceva o rosso o sfascio tutto. L’impressione che l’elettorato ha avuto è stata quella di una coalizione che, a parte il voler defenestrare il cavaliere, non era unita su nulla. Impressione rafforzata anche dal programmone: un programma di 270 e passa pagine in cui si riconoscevano perfettamente la Binetti e la Concia, Mastella e Di Pietro. E gli intellettualoidi italioti fermi ancora al girotondo ed all’emergenza democratica.

Risultato: Prodi ebbe due anni di governo travagliato dove passava il 90% del tempo a cercare di mettere d’accordo gli alleati, continuamente logorato dai penultimatum di questo o di quello con maggioranze a geometria variabile. Emblematica la canzone di Marcorè: una vita da prodiano

Una vita da prodiano
sempre a prendere schiaffoni
a tenere tutti buoni
circondato da coglioni

Una vita da prodiano
a dar retta anche a Parisi
tutti vogliono poltrone
o minacciano la crisi

Sempre lì, maggioranza
fin che ce n’hai stai lì stai lì

Una vita da prodiano
di chi sa che dura poco
con l’Unione che ormai dorme
e non fanno le riforme

Una vita da prodiano
uno strilla l’altro inciucia
con i senatori a vita dacci dentro di fiducia

Sempre lì, conto un …..
ma se ce n’è sto lì sto lì

Sempre lì, conti un …..
ma se ce n’è stai lì stai lì
sempre lì, lì nel mucchio
tra compagni ed ex DC

E adesso sta ripetendosi la stessa situazione del 2006; un berlusco praticamente morto che viene rinforzato dalla grancassa degli antiberlusconiani in servizio permanente effettivo. Uno dei trucchi più gettonati dalle divette per far parlare di loro è fare qualche scandalo e costringere i giornali a parlarne, anche se sono critiche pesanti e velenose, però se ne parli.  Basti pensare alla farfallina di belen che è riuscita ad oscurare il festival di sanremo. Tutti parlavano di Belen.

Idem per Berlusconi, a questo punto a lui va bene che si parli di lui, bene o male che se ne parli, che se ne dica è un genio della pubblicità ed è un politico fra i più scaltri e i più intelligenti dell’italia. Gli antiberlusconiani di professione, quelli che campano di veleno sparso contro il cavaliere, in questo caso sono alquanto funzionali. Da quando ha annunciato la sua discesa in campo i giornali sono pieni di strepiti contro berlusconi, non si parla di programmi e di come realizzarli ma di nuovo pro o contro berlusconi. Gioco funzionale al cavaliere trasformare di nuovo le elezioni in un referendum pro o contro di lui. Gli permette di “rubare la scena” a molti.

Aggiungiamo un PD che si sta impiccando con le parlamentarie, a cosa serve consultare gli elettori se poi cerchi di “interpretare” le loro indicazioni ? è un comportamento elettoralmente pesantemente autolesionistico. Gli alleati che vanno avanti in ordine sparso:  Vendola che dichiara che i ricchi devono andare all’inferno, Casini che sposa Monti e le banche. Grillo (ancora abbastanza puro da dragare i puri più puri, che poi epurano) che dragherà molti voti degli incazzati in servizio permanente effettivo (ex verdi ed ex comunisti), Monti che si candida e Bersani che dichiara di essere contro monti però di voler portare avanti l’agenda monti ma anche no.

Al berlusco, inoltre, non serve vincere per governare ma mirando a voler sfasciare tutto gli basta un 20% per avere il parlamento praticamente bloccato e costringere alla grosse koalitionen il PD. L’alternativa sarebbe un’ammucchiata che andrebbe da Fini a Grillo che sarebbe pienamente d’accordo sul non essere d’accordo su nulla; due anni di litigi e poi chiunque venga candidato dal PDL+Lega, fosse anche Bertinotti, vincerà alla grande.

Conclusione: berlusconi recupera ed incasina bene bene il parlamento, Fini e qualche altro finiscono nel dimenticatoio. Monti benedice la grosse koalitionen e si prende la presidenza della repubblica, Santoro&co sono felici perché possono continuare a campare di antiberlusconismo, l’italia finisce commissariata dalla UE.

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