Il femminicidio e la sterilizzazione del linguaggio.

Sulla stampa è stata pubblicata un articolo di M. Murgia riguardo al linguaggio ed alla violenza sulle donne riportato anche nel suo sito;  http://www.michelamurgia.com/di-diritti/generi/per-le-donne-scriviamo-unaltra-storia
Devo dire che l’articolo non mi è piaciuto molto, mi è sembrato la solita sequenza di lagne e di luoghi comuni, frequente quanto trovi paladini del niente vestiti di armature scintillanti che si scagliano contro draghi immaginari.
Qui ci sono un paio di cifre  che mostrano come la battaglia contro il femminicidio sia una battaglia contro un drago immaginario costruito a tavolino dalla grancassa mediatica.

L’uomo è cacciatore.
È da quando ho le orecchie per sentire che questo modo di dire ritorna inesorabile in ogni discorso in cui si voglia giustificare in un uomo l’attitudine all’incostanza sentimentale, l’insistenza ottusa nel corteggiamento o la frustrazione di chi si è visto sfuggire di mano la preda(…)
Non realizzano di avere dentro alla testa l’associazione micidiale tra seduzione e morte.
Fanno finta di non ricordarsi che il cacciatore la preda la insegue per ucciderla.

Prima sbroccata sul linguaggio e non sulla sostanza, l’uomo è cacciatore significa semplicemente che è l’uomo che generalmente manda i messaggi più espliciti nel gioco della seduzione mentre la donna, anche se interessata rimane più indiretta. E un altra postilla, se ogni volta che una donna dicesse no il cacciatore ricorresse alla violenza difficilmente ci sarebbe qualche donna ancora viva.

(…) chi li veicola non ne è perfettamente consapevole, perché le parole hanno un grande potere: confermano immaginari, consolidano visioni e generano realtà.

Le parole descrivono la realtà ma non possono generare niente. Qualche volta il giochetto di ripetere una balla N volte affinché diventi verità riesce, ma spesso, e per fortuna, no.

Il modo in cui i quotidiani danno le notizie dei femminicidi è un esempio evidente di normalizzazione della narrazione violenta che riguarda i rapporti tra uomini/cacciatori e donne/prede. Delitto Passionale, Violenza Familiare, Dramma della Gelosia, Raptus di Follia: sono tutte espressioni che ripetono e amplificano l’idea che amore e morte siano apparentati, che familiare sia un complemento di specificazione della violenza, che il sentirsi traditi o deprivati la possa giustificare e soprattutto che gli esiti estremi, quelli che lasciano le donne senza vita sui pavimenti delle loro stesse case, siano gesti fuori dalla ragione, colpe senza colpevoli, buchi neri dove far svanire ogni tentativo di lettura più complessa.

Qui siamo alla sborccata pura. Familiare specifica l’ambiente in cui è maturato il delitto, come incidente automobilistico, passionali, gelosia, follia indicano semplicemente le cause che hanno portato al gesto estremo. Non vedo cosa ci sia di male nel mettere queste specificazioni e che effetto possa avere con il linguaggio.  O che significato assolutorio o giustificativo possano avere; il termine “pirata della strada” ispira forse simpatia ?

È necessario che i narratori delle trame pubbliche si fermino e si riprendano la responsabilità delle parole. Occorre fare insieme la fatica di confrontarsi per provare a rivedere le storie comuni che tutti abbiamo contribuito a consolidare; solo da una nostra differente volontà narrativa può scaturire la possibilità che il futuro delle donne sia un’altra storia.

Mah negli articoli non mi sembra che si minimizzi la violenza o che si chieda ogni volta l’assoluzione per il carnefice. E secondariamente non riesco a capire il senso di questa candeggina semantica. Perché invece di lambiccarsi il cervello per creare l’ennesima inutile neolingua ipocrita politically correct non si parla di porcherie come queste:

fonte: corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2012/24-novembre-2012/infibulazione-genitori-assolti-2112857612276.shtml

Infibulazione: genitori assolti
Verona, bimbe incise: «In patria sarebbero state discriminate». Furono i primi ad essere condannati grazie alla nuova legge, sentenza ribaltata in Appello

PS da notare l’illustrazione che accompagna l’articolo, una vignetta di Altan raffigurante una donna con il seno nudo; donna = seno nudo ?

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