e dopo il terremoto il complottismo…

Pessimo articolo di “la repubblica” sul terremoto, infarcito della solita dietrologia e complottologia da quattro soldi.

Anche leggendo l’articolo  non vedo gravissime colpe da rimproverare a bertolaso. Voleva  che si tranquillizzasse la popolazione, visto che un rischio, molto più incombente di un terremoto o di ulteriori scosse, era l’avere la popolazione in preda al panico che si dedicava ad evacuazioni “fai da te” e campeggio selvaggio nei boschi.

fonte: http://www.repubblica.it/cronaca/2012/10/25/news/terremoto_aquila_intercettazioni-45259736/?ref=HREC1-5

Proprio quel giorno la Commissione si sarebbe riunita nella sede dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia a Roma. Prima dell’incontro Bertolaso spiega al suo interlocutore: “La riunione di oggi è finalizzata a questo, quindi è vero che la verità non la si dice”. E ancora: “Alla fine fate il vostro comunicato stampa con le solite cose che si possono dire su questo argomento delle possibili repliche e non si parla della vera ragione della riunione. Va bene?

Quali siano le vere ragioni della riunione e l’innominabile verità non è chiaro.

Ma può essere facilmente dedotta, fare il punto sulla situazione e valutare se c’era stato o meno un aumento o una diminuzione del rischio. E secondariamente è meglio che la comunicazione venga curata per evitare pericolose fobie di massa e scene di panico.  Se qualora si fosse deciso di evacuare è meglio un evacuazione ordinata e coordinata o una scoordinata fuga di massa con la certezza di saturare strade e vie di comunicazione impedendo alla macchina dei soccorsi di intervenire nel caso l’emergenza capiti realmente ?

Una fuga scoordinata è pericolosa, tanto per rinfrescare la memoria i morti schiacciati del Heysel sono morti a causa della folla che si accalcava per scappare dagli hooligans, o i morti a causa della calca durante la love parade a Duisburg

Giova ricordare anche quanto capitato a Sulmona quando era stata annunciata una scossa “catastrofica” mai avvenuta.

Boschi il 9 aprile, per nulla scandalizzato dal tono del suo interlocutore, risponde ossequioso: “Non ti preoccupare, sai che il nostro è un atteggiamento estremamente collaborativo. Facciamo un comunicato stampa che prima sottoponiamo alla tua attenzione”.

Cosa standard: i comunicati stampa vengono sempre discussi con i responsabili dell’ente che gli emana.

Conclusione un articolo pressapochista che fa dietrologia allo scopo di infangare e sostenere la tesi del gomblotto degli scienziati contro i poveri cittadini dell’aquila.

Ed è emblematica la conclusione dell’articolo:

Già prima del sisma del 6 aprile, d’altronde, Bertolaso si era dato da fare per tranquillizzare una popolazione con i nervi a fior di pelle per via dei mesi di piccole scosse e degli annunci di Giampaolo Giuliani, secondo cui un forte terremoto avrebbe colpito Sulmona. Bertolaso il 30 marzo aveva chiesto ai “luminari del terremoto” di riunirsi il giorno dopo all’Aquila per “zittire subito qualsiasi imbecille”, per “tranquillizzare la gente” e per dire che “cento scosse servono a liberare energia e non ci sarà mai la scossa quella che fa male. Capito?”. I “luminari” capiscono. E si adeguano, sia prima che dopo il terremoto.

Cosa doveva fare bertolaso ? formentare scene di panico fra gli aquilani ordinando l’immediato abbandono della città ? o dell’intera provincia ? Il sud italia ? Dar retta a qualsiasi profeta di sventure ?

Un ultima cosa: “i luminari capiscono”, si, e questo è un segno di professionalità nell’ambito della protezione civile, che una folla spaventata è pericolosa e che si rischia grossi danni e fomentando il panico si rischia di far correre grossi rischi alla popolazione.

Un pensiero su “e dopo il terremoto il complottismo…

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