ottima riflessione di D. Giacalone sulla scuola

fonte: http://www.davidegiacalone.it/politica/protestino-per-il-contrario/

Protestino per il contrario

Non ha senso che gli studenti protestino contro i tagli alla spesa pubblica, dovrebbero protestare contro la strutturazione di tutta intera quella spesa. A sentire certi slogan e a leggere certi resoconti ci si rende conto che il vecchio e il nuovo non hanno confini necessariamente anagrafici. Alcuni di questi giovani sembrano non aspirare ad altro che ad avere la vita dei loro genitori e dei loro nonni. A loro andrebbe detta una parola sincera: non è possibile. E neanche bello. Supporre che la difesa dei loro interessi coincida con quella dei loro docenti, all’interno di una scuola i cui risultati sfigurano rispetto ai sistemi istruttivi nostri diretti concorrenti, non è una semplice bischerata: è una truffa.

L’interesse degli studenti dovrebbe essere quello di far prevalere la meritocrazia, prima di tutto fra le cattedre. E’ vero che quando si è ragazzi non si disdegna punto la supplente impreparata, nel corso delle cui ore si può far caciara, ma è anche vero che se non si è ragazzi stupidi ci si rende conto che con quel sistema si diventa polli allevati in batteria, senza eccellenze che non siano dono di natura.Senza altro privilegio che non sia la condizione economica della propria famiglia. Sicché, se ci tengono alla democrazia e all’apertura del nostro sistema formativo, affinché sia trampolino di lancio verso i successi della professione e del mercato, devono chiedere il contrario di quel che reclamano: scuola selettiva e di altro profilo. Altrimenti si fermano gli ascensori sociali che, difatti, sono già inceppati.

In quanto alla spesa, posto che la sua pressoché totalità è destinata ai costi correnti, vale a dire al pagamento degli stipendi e della gestione, si vorrebbe sapere cosa gliene importa agli studenti dei suoi eventuali tagli. Credono di avere meno opportunità, nella vita, se il loro docente è tenuto a insegnare più ore? Semmai dovrebbero mobilitarsi proprio per chiedere la compressione della spesa corrente e il ritorno degli oramai scomparsi investimenti. (…)

La sgradevole impressione, invece, è che il rito della protesta si ripeta uguale a sé stesso, di anno in anno, senza neanche aggiornare ragionamenti e parole d’ordine. Una specie di dannazione, una coazione a ripetere gli errori di sempre, una voglia di conservare quel che, invece, andrebbe cambiato. (…)

Devo dire che Giacalone ha perfettamente ragione su tutta la linea, per quanto questo possa far incazzare studenti e docenti.

Se il filtro scolastico di passare i bravi e fermare i non bravi non funziona, nessuno crederà a tale filtro e verranno utilizzati altri filtri per scremare i bravi dai non bravi. Come ad esempio il numero chiuso all’università o la richiesta di referenze e certificazioni da parte delle aziende.

Nella scuola italiana si è scelto di portare avanti un vuoto egualitarismo di facciata, apparentemente comodo per i docenti, se promuovi tutti hai pochi problemi con preside e colleghi.Per un un genitore che si chiede come mai il figlio che non sa niente è uscito promosso ne hai 99 che se ne fregano di quanto realmente conosca il figlio e son contenti che sia uscito promosso. Salvo rendersi conto che il figlio è funzionalmente analfabeta quando verrà valutato, con serietà, dalle aziende o dovrà dare un concorso pubblico od una prova di accesso ai corsi a numero chiuso. Ma in quel momento non possono più protestare contro chi, a parte loro, ha rovinato il figlio che invece di fargli prendere consapevolezza della propria ignoranza gli ha fatto credere di essere un gran dottore.

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