velocità neutrinica

Quello che rimarrà della vicenda dei neutrini più veloci della luce, a parte la castroneria del tunnel della Gelmini, è la difficoltà da parte dei giornali di divulgare correttamente la scienza.

Quando i ricercatori hanno chiesto aiuto per comprendere come mai le misure di velocità presentavano anomalie, la stampa si è precipitata a dare Einstein per spacciato. Adesso che forse si è compresa la causa dell’anomalia, errori di misura, è tutto un fiorire di titoli del tipo

Il neutrino non è più veloce della luce «Riabilitata» la teoria di Einstein (Corriere della Sera)

oppure

Neutrini, smentita la scoperta c’era un’anomalia negli strumenti (Repubblica)

Il titolo del Corsera è fuorviante, un esperimento con risultati inattesi non spedisce, almeno da 400 anni a questa parte, una teoria nella spazzatura, al più vengono definiti meglio i limiti della teoria precedente. Come capitato, ad esempio, con la teoria della gravitazione Newtoniana e la teoria della Relatività.  In ambito “newtoniano”: basse velocità e piccole masse, le due teorie coincidono. La teoria di Newton diventa inaffidabile nel caso di velocità comparabili con quelle della luce e masse grosse, molto grosse.

Più equilibrato quello di Repubblica, anche se, per amor di precisione, c’è da dire che non era stata annunciata alcuna scoperta ma semplicemente una anomalia nelle misurazioni.

Non so quanto possa essere utile alla scienza, comunque questa spettacolarizzazione, la fisica non è una partita di calcio.

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