Castelli non mi rompere…

fonte: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/251483

L’ex ministro ora senatore della Lega Roberto Castelli ha abbandonato lo studio televisivo dopo che un operaio dell’Eurallumina, Antonello Pirotto, di Carbonia, gli si è rivolto con queste parole: «Castelli tu a me non mi devi rompere i coglioni».

Ritengo sia stato un errore, di tutte le cose, condivisibili o meno, dette dall’operaio quello che rimarrà sarà solo il “non mi rompere…”. Molto pittoresco ma quando l’opinione pubblica si chiederà cosa vogliono gli operai sardi penserà che per accontentarli sia sufficiente che castelli abbandoni lo studio televisivo o non compaia in televisione.

Purtroppo molti pensano che protestare non significhi portare avanti richieste e attrarre attenzione e sostegno, anche in maniera, diciamo, chiassosa, su queste ma fare casino per il gusto di fare casino.  Rischiando, enormemente, di venire bollato come un prepotente rompiscatole da mettere in riga; rischiando che l’opinione pubblica, e cioè la maggior parte di chi vota, pensi che il problema sia chi protesta e non quello per il quale si sta protestando.  E’ un modo di lottare alquanto controproducente, basta vedere che effetti ha avuto questo modo di protestare da parte di chi ne ha già abusato enormemente; all’annuncio di scioperi nei trasporti la gente pensa più: “cheppalle, ancora, basta…” che a sostenere le richieste degli scioperanti.  Anzi alla fine se arriva la precettazione è pronta ad applaudire.

In Inghilterra i sindacati, grazie a questo modo sciocco di agire, hanno caricato la pistola usata poi dalla lady di ferro per ridurre, e di molto, il loro potere.

E l’errore della protesta, almeno qui in Sardegna, è stato il parlare troppo delle azioni che si volevano fare per attrarre l’attenzione e troppo poco, o niente, dei motivi per i quali si stava protestando. Troppi errori che, a mio avviso, porteranno al più a qualche inutile contentino e basta.

PS

L’intervento dell’operaio: http://www.youtube.com/watch?v=HmVhQNYjhxM

Da notare che si lamenta anche del fatto che in Sardegna non ci sia ancora il metano; sarei curioso di sapere cosa pensano della questione i movimenti che si oppongono al gasdotto (galsi) algeria, sardegna, livorno.

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